NAMIBIA

01 gennaio 2018

IL MEMENTO DEL DESERTO

Il deserto è un “memento”. Castiga l’orgoglio dell’Io, palesando la su vanità di fronte all’indifferenza della natura. La polvere ricorda l’esito dei nostri sforzi, il loro destino monotono, appena in superficie macinato dal vento. Quale risvolto positivo, la verità del deserto invita ad accettare umilmente il corso del mondo, senza avversario né arrendersi, paghi di partecipare, occasionali testimoni, a una vicenda incommensurabile. Sull’esempio della ginestra leopardiana, il “fiore del deserto”, i cui cespi odorosi mandano al cielo un dolcissimo profumo. Senza domandare un motivo.

 

IL GRANDE LUOGO BIANCO

Teatro per antonomasia di un safari in Namibia è l’Etosha Pan. Il nome significa “grande luogo bianco”, con riferimento alla sottile crosta salina depositata sulla vasta depressine di un letto lacustre preistorico che, durante la stagione delle piogge, si riempie di uno stagno basso, cui accorrono frotte di animali. Il Parco Nazionale e la savana circostante sono dimora di quasi 12o specie di mammiferi e 350 uccelli, d oltre 100 rettili e circa 15 anfibi: spiccano gru blu, zebre, kude, giraffe, ghepardi, leopardi. leoni, elefanti, rinoceronti bianchi e neri. Al limite orientale dell’area protesa, l’ONGUMA GAME RESERVE dispone di 34 mila ettari di riserva privata, ospitante sistemazioni exclusive. L’Onguma – The Fort, in particolare, con le sue 11 Bush Suite, 1 Honeymoon Suite e la Sultan Suite, in stile herero pennellato di tocchi marocchini e indiani, beneficia di quello che è il considerato il miglior tramonto della Namibia, incorniciato dagli ombrelli delle Vachellia erioloba. Unico animale che, grazie alla sua lingua foderata, può brucarne i rami spinosi, la giraffa rende perfettamente africano il comico del giorno in questa oasi di pace e relax.

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